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| Nella Charente-Maritime l'ostricoltura comparve nel corso dell'Ottocento quando, a causa del declino dell'industria dell'estrazione del sale, le saline (B204) vennero riconvertite in bacini di raffinamento per le ostriche. I centri di attività per gli ostricoltori, veri e propri "contadini" del mare, sono principalmente due: la zona di Ré-Centre-Ouest e, soprattutto, il bacino di Marennes-Oléron. |
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Un patrimonio da scoprire |
| Le paludi costiere della Charente-Maritime sono costellate di piccole e graziose capanne tradizionali costruite lungo i canali. Di solito queste capanne hanno pareti in legno dipinte con colori vivaci e tetti rivestiti con tegole. I visitatori possono seguire dei circuiti di scoperta, nel corso dei quali ostricoltori professionisti illustrano i segreti del loro mestiere: dall'allevamento in mare fino alla raffinazione nei bacini. |
Un'attività che cambia |
| Nell'economia della Charente-Maritime l'ostricoltura rappresenta quasi 2.000 aziende che danno lavoro a circa 10.000 persone. Il bacino di Marennes-Oléron fornisce da solo il 50% dell'intera produzione francese. Oggi questa attività è ancora praticata in maniera artigianale, tuttavia le attuali norme europee, e soprattutto quelle future, potrebbero indirizzarla verso una progressiva industrializzazione. In ogni caso la categoria degli ostricoltori, ma anche le associazioni e gli enti locali, continueranno nel loro impegno per salvaguardare questo patrimonio. |
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